FRANCESCO C. VERRINA
"Un uomo sull'orlo di una crisi di verve"

Le parole sono le "puttane" di tutti che il Copy-Writer rende vergini. Nell'epoca del tutto e del contrario di tutto; dove ogni idea  è già obsoleta ancor prima di essere vista, sentita o letta, il solo modo per comunicare bene, è saper comunicare!

                       
 

  UN MICROFONO PER COMUNICARE

Le regole sono quelle del libero mercato. Se il mercato cambia o si evolve, la pubblicità ne intercetta i mutamenti.

Sviluppiamo un Marketing più evoluto sulla scia dei nuovi orizzonti della contemporaneità che vedono protagonisti indiscussi il marketing relazionale e l’economia delle esperienze. Sosteniamo i nuovi modi di comunicare: la relazione, l’emozione, la personalizzazione ed il coinvolgimento. In un mercato sempre più saturo di prodotti e nel quale i comportamenti dei consumatori seguono traiettorie imprevedibili, suggeriamo all’azienda le tecniche per porre al centro della comunicazione non tanto il prodotto, quanto l’esperienza del prodotto stesso: questo non solo attraverso la proposta di oggetti ad alta densità affettiva e sensoriale, ma anche mediante l’identificazione di luoghi e di percorsi a tema, dove ciascun consumatore diventa un mercato a sé.

La comunicazione pubblicitaria in Internet ha richiesto un ripensamento radicale delle modalità espressive tradizionali, perché la Rete ha introdotto il fattore interattività che tende a far convergere pubblicità e vendita diretta. Oggi il linguaggio deve riflettere la dimensione dialogica. Ogni comunicazione unidirezionale non fa tesoro della proprietà specifica del nuovo mezzo.




BELLA SENZ'ANIMA, MA INDISPENSABILE

Si è sempre detto: “la pubblicità è l’anima del commercio.” In realtà, la pubblicità è l’arma del commercio, che non possiede un’anima, non ha mai avuta una. Né prima, né ora, né mai. La pubblicità, da sempre, ha l’attitudine ha dare un sentimento a certi prodotti o beni di consumo, rendendo meno arida la circolazione delle merci, quindi l’acquisto ed il consumo. Se il mercato è locale, la pubblicità è locale, se il mercato è globale, la pubblicità è globale, esprimendosi attraverso nuovi codici linguistici, moduli espressivi mutuati da generi pre-esistenti o contemporanei – e come spesso viene osservato – tramite l’utilizzo di figure retoriche o prendendo a prestito le grammatiche cinematografiche e televisive delle soap-operas, delle sit-comedies e della fiction. Assistiamo alla la rimodulazione degli  stessi elementi comunicazionali, sia on che off line, secondo un’ottica di “rimediazione” o di “rimpasto” per usare un termine caro alla politica.




Tali contaminazioni o ibridazioni potrebbero apparire il segno di debolezza creativa o di una nascente crisi d’identità della pubblicità intesa come laboratorio linguistico, capace di funzionare da stimolo, catalizzatore e portatore d’innovazione nell’intero sistema mediale. In realtà, il linguaggio della pubblicità non deve essere monolitico, ma elastico, duttile e soprattutto adattabile alle varie contingenze o emergenze.

ADV News ® 1999/2007

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