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Le regole sono quelle del
libero mercato. Se il mercato cambia o si evolve, la pubblicità ne intercetta i
mutamenti.
Sviluppiamo un Marketing più evoluto sulla scia dei nuovi
orizzonti della contemporaneità che vedono protagonisti indiscussi il marketing
relazionale e l’economia delle esperienze. Sosteniamo i nuovi modi di
comunicare: la relazione, l’emozione, la personalizzazione ed il coinvolgimento.
In un mercato sempre più saturo di prodotti e nel quale i comportamenti dei
consumatori seguono traiettorie imprevedibili, suggeriamo all’azienda le
tecniche per porre al centro della comunicazione non tanto il prodotto, quanto
l’esperienza del prodotto stesso: questo non solo attraverso la proposta di
oggetti ad alta densità affettiva e sensoriale, ma anche mediante
l’identificazione di luoghi e di percorsi a tema, dove ciascun consumatore
diventa un mercato a sé.
La
comunicazione pubblicitaria in Internet ha richiesto un ripensamento radicale
delle modalità espressive tradizionali, perché la Rete ha introdotto il fattore
interattività che tende a far convergere pubblicità e vendita diretta. Oggi il
linguaggio deve riflettere la dimensione dialogica. Ogni comunicazione
unidirezionale non fa tesoro della proprietà specifica del nuovo mezzo.
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BELLA SENZ'ANIMA, MA INDISPENSABILE
Si è sempre detto: “la pubblicità è l’anima del
commercio.” In realtà, la pubblicità è l’arma del commercio, che non possiede
un’anima, non ha mai avuta una. Né prima, né ora, né mai. La pubblicità, da
sempre, ha l’attitudine ha dare un sentimento a certi prodotti o beni di
consumo, rendendo meno arida la circolazione delle merci, quindi l’acquisto ed
il consumo. Se il mercato è locale, la pubblicità è locale, se il mercato è
globale, la pubblicità è globale, esprimendosi attraverso nuovi codici
linguistici, moduli espressivi mutuati da generi pre-esistenti o contemporanei –
e come spesso viene osservato – tramite l’utilizzo di figure retoriche o
prendendo a prestito le grammatiche cinematografiche e televisive delle
soap-operas, delle sit-comedies e della fiction. Assistiamo alla la
rimodulazione degli stessi elementi comunicazionali, sia on che off
line, secondo un’ottica di “rimediazione” o di “rimpasto” per usare un
termine caro alla politica. |
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Tali contaminazioni o ibridazioni potrebbero
apparire il segno di debolezza creativa o di una nascente crisi d’identità della
pubblicità intesa come laboratorio linguistico, capace di funzionare da stimolo,
catalizzatore e portatore d’innovazione nell’intero sistema mediale. In realtà,
il linguaggio della pubblicità non deve essere monolitico, ma elastico, duttile
e soprattutto adattabile alle varie contingenze o emergenze.
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