FRANCESCO C. VERRINA
"Un uomo sull'orlo di una crisi di verve"

Le parole sono le "puttane" di tutti che il Copy-Writer rende vergini. Nell'epoca del tutto e del contrario di tutto; dove ogni idea  è già obsoleta ancor prima di essere vista, sentita o letta, il solo modo per comunicare bene, è saper comunicare!

                       
 

  UN MICROFONO PER COMUNICARE

   

IL MICROFONO: TECNICHE PER FARSI ASCOLTARE E FARSI CAPIRE.

INTRODUZIONE
Il Microfono è uno strano "oggetto" con il quale si può stabilire un rapporto d'odio-amore. Davanti ad un Microfono è possibile rimanere bloccati, impacciati...mostrare insicurezza, manifestare timidezza; per contro, il Microfono ha la forza di produrre un senso di "potere", esaltare le doti comunicative dell'individuo, conferire credibilità all'atto del "parlare". Qualunque sia la circostanza, il Microfono produce un particolare stato emotivo, poiché l'uso di tale "oggetto" è riferito sempre ad un "contatto" con un pubblico, una platea, un uditorio o un interlocutore, a sua volta, "microfonato". Quando se ne fa uso, l'intento è sempre quello di voler dire, raccontare, comunicare un'idea o lanciare un messaggio. In qualsivoglia situazione, l'atto del "parlare" risulta più efficace, quanto maggiore è il controllo del quadro emozionale cui sopra
DIFFERENTI IMPOSTAZIONI
Ii Dilettante: è colui che non riesce a controllare il quadro emotivo. Operando per puro diletto, rischia di assoggettare la buona riuscita delle proprie performances al suo stato d'animo. Per intenderci, il Dilettante è un "lunatico" capace, talvolta, di ottenere risultati brillanti, altre volte (e sono quelle più frequenti) di ridursi a delle prove scialbe ed insignificanti. Il Dilettante è un superficiale che elimina a priori gli elementi più impegnativi e noiosi del mestiere, dimenticando che sono proprio quelli che danno efficacia ed affidabilità alla performance
L'Improvvisatore: è colui che possiede un talento naturale per l'improvvisazione. Di fronte ad un Microfono, egli esplode con tutta la propria verve, ed il proprio ingegno creativo. L'Improvvisatore è un comunicatore nato, possiede una forte carica di simpatia, è consapevole di piacere, come minimo ne è convinto. Egli rifugge, però, da qualunque tipo di regola, di schema mentale. Non concepisce i limiti, quindi può risultare logorroico, dispersivo, inconcludente, pur esprimendosi in maniera brillante e piacevole
Il Professionista: è colui che non si affida mai al caso, analizzando con puntiglio sia gli aspetti tecnici, sia la qualità del "contenuto" da proporre. Pur possedendo dimestichezza con il mezzo, capacità "comunicazionali" e freddezza a sufficienza per poter contenere qualunque tipo d'imprevisto, egli non cede mai all'improvvisazione, al contrario si preoccupa in primis di fare un sopralluogo al posto dove si "consumerà" la performance, di verificare la validità tecnica delle strumentazioni e l'acustica dell'ambiente. Soprattutto il Professionista, pur esprimendosi con naturalezza e spontaneità, si sarà preventivamente organizzato in maniera da dare un "formato" e un "taglio" ben preciso ai contenuti che verranno proposti al pubblico.
IN SINTESI
Non si può diventare immediatamente dei professionisti: tutto ciò presuppone esperienza, studio e impegno. Si può, comunque, tenere subito in considerazione quelli che sono i tre assunti basilari dello stile "professionale", ossia:
1) Conoscenza del luogo dove si svolgerà la performance.
2) Prova tecnica delle strumentazioni.
3) Organizzazione per schemi dei contenuti da proporre.
LA VOCE
L'atto di comunicare attraverso il Microfono risulta più efficace quanto più è gradevole, chiara e ben modulata la voce. Le qualità basilari della voce sono un dono di natura, ma un utilizzo della voce, quale strumento di lavoro (canto, speakeraggio, doppiaggio, recitazione) necessità sempre di un minimo d’elaborazione ed impostazione della stessa.
Il Microfono non migliora o peggiora la voce, al massimo ne amplifica pregi e difetti. La buona resa della voce può dipendere, invece, dalla qualità dello strumento. Un buon modello di Microfono Professionale conferisce all'emissione vocale una migliore "dinamica", rispettandone le naturali tonalità. Non è raro che perfino una bella voce possa risultare metallica e stridula a causa di Microfono di modeste capacità tecniche, riproducendo quello che in gergo viene detto "effetto barattolo" o "effetto megafono".
Ad eccezione di taluni casi in cui esistono difetti congeniti di emissione e modulazione vocale (balbuzie, afonìa etc.), tutte le voci, o quasi, sono adatte al Microfono. La maggior parte di quelli che appaiono come impedimenti e difetti, altro non sono che il frutto d'un cattivo uso della voce sin dall'infanzia. Molti dei difetti d'impostazione della voce dipendono dalla nostra diseducazione "al parlare". I dialetti, peraltro a volte difficili da ripulire, si basano su tonalità aspre, cantilenanti, gutturali. Nelle forme dialettali le espressioni sono semplificate e le parole troncate e storpiate. Tutto ciò si riflette automaticamente sulla qualità del parlato anche quando si cerca di fare un uso il più corretto possibile della lingua nazionale....
 

di Francesco C. Verrina (Introduzione a "Il Microfono, Tecniche per comunicare"

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